La stampa del primo biglietto di Natale


English version: The first Christmas card

Ogni anno a Natale centinaia di migliaia di persone spediscono e ricevono cartoline di auguri.

Ma quando e dove la prima di queste cartoline è stata prodotta?

Il primo biglietto augurale per le feste di Capodanno risale al 1475 ed è stato scritto da uno studente tedesco a un suo insegnante: Herzlichen Glückwunsch! Professor!

Si diffuse per tutto il Cinquecento l’uso tra studenti e professori di scambiarsi gli auguri in occasione del San Silvestro.

Solo alla fine del Settecento però lo scambio di biglietti augurali iniziò a diffondersi anche all’esterno dell’ambito scolastico, coinvolgendo pure la sacra festività del Natale.

Si trattava sempre però di biglietti scritti a mano, su carta priva di decorazioni da scambiare di persona.

La nascita di nuove  tecnologie di stampa, poi,  permise la produzione di carte decorate. E gli auguri iniziarono ad essere circondati da decori.

Il primo biglietto di Natale definibile standardizzato per essere prodotto in più copie è stato realizzato a Londra nel 1843.  Sir Henry Cole, scrittore, giornalista ed editore dell’epoca chiese all’amico artista John Horsley, membro della Royal Academy, di disegnare una bella immagine che racchiudesse il senso del Natale.

Horsley dipinse un piccolo acquerello con scene e immagini che simboleggiavano il significato del Natale: carità, famiglia, festa, buon cibo. Il dipinto fu davvero innovativo.

Horsley realizzò una cartolina dal colore seppia scuro colorata a mano, di forma rettangolare orizzontale, litografata su cartoncino. Il disegno era diviso in tre parti. Nella parte centrale una famiglia stava festeggiando il Natale, mentre ai due lati vi erano scenette di carità natalizia. Rimaneva in alto uno spazio  per il destinatario e un altro in fondo per Il nome del mittente.

L’illustrazione era accompagnata dall’augurio, diventato ormai un classico “Buon Natale e felice anno nuovo”:

Il biglietto venne poi stampato in 1.000 copie, messe in vendita al costo di uno scellino ciascuna. Si trattava di un prezzo molto alto per l’epoca, che fa pensare al tentativo, da parte di Sir Cole, di creare una nuova opportunità commerciale e non soltanto un modo per risparmiare tempo nell’inviare gli auguri per le festività natalizie.

L’idea piacque molto alla Regina Vittoria, che governò l’Inghilterra dal 1837 al 1901. La sovrana iniziò a spedire quei biglietti a parenti e amici: fu proprio grazie a lei che quest’usanza divenne popolare.

Così nell’Ottocento, fra i nobili e ricchi esplose la moda di spedire cartoncini preziosi incisi o litografati con opere di celebri artisti contemporanei.

Da quel 1843 passarono oltre 20 anni perché i biglietti cominciassero a diffondersi.

Il motivo di questo ritardo nell’evoluzione si spiega con i costi di stampa. Fino all’introduzione del processo di cromolitografia, nel 1860, la produzione delle carte augurali fu molto costosa, così come erano alte le tariffe postali.

La prima cartolina augurale “popolare” fu creata nel 1870 da un litografo inglese, John S. Day:

I biglietti e le cartoline d’auguri ebbero il massimo successo nei primi anni del Novecento; grandi artisti specializzati in pubblicità, come l’italiano triestino Dudovich, disegnarono immagini bellissime.

Ancora oggi migliaia di biglietti vengono stampati per scambiare gli auguri come segno di buon auspicio. E ancora oggi questo biglietto resta un forte simbolo comunicativo che supera ogni altro modo, persino tra quelli più tecnologicamente avanzati, di donare affetto ai propri cari, amici e conoscenti.

Personalmente credo che i biglietti d’auguri stampati tocchino il cuore del destinatario come succede alla sottoscritta.
Mi capita spesso di scrivere cartoline. E’ il mio modo far giungere a casa del destinatario il mio stile, la mia impressione, le mie “impronte digitali”, la mia firma. Una carta d’identità vera della mia personalità.
In realtà la sfida delle nuove tecnologie è quello di trasmettere il vero pensiero in modo profondo. Le nuove tecnologie devono essere in grado di conservare l’essenza della tradizione per ricreare l’emozione della scrittura a mano. E credo che siamo ancora lontani da questo risultato infatti i biglietti d’auguri natalizi sono ancora molto utilizzati.

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